Dec15

Max Pescatori
Parte infatti, contro il volere dei familiari, dalla provincia di Milano, per andare ad apprendere il mestiere di croupier a Las Vegas (un bel lavoro se si ha la passione dei giochi d’azzardo ma non è il caso di Massimiliano che in ogni ritaglio di tempo libero preferisce dedicarsi alle carte), forte unicamente di un inglese scolastico.
Il suo essere temerario viene però ripagato da due incontri fondamentali per la sua carriera di professionista del poker.
Lasciata infatti Milano, dove lavorava come addetto alle vendite presso un supermercato della provincia ed incrementava lo stipendio scrivendo recensioni per una rivista specializzata nel settore dei videogames, prende a vivere in un monolocale a Las Vegas ed è solito pranzare in un ristorante situato di fronte casa.
Ironia della sorte, proprietario di questo ristorante è un connazionale, Walter farina; ma ciò che fa notizia è che lo stesso Farina è già da 15 anni un giocatore di poker professionista (in breve tempo diventerà anche il primo italiano ad aver vinto le WSOP) che si legherà a Max non soltanto in virtù di un rapporto di amicizia ma anche e soprattutto come guida, nel percorso che lo condurrà verso il gioco inteso in senso professionale.
Sarà infatti intensa l’influenza che Farina eserciterà sull’aspetto psicologico del gioco del nostro Max Pescatori, facendogli comprendere quanto sia fondamentale nel poker texas hold’em tale aspetto. La gavetta di Max, che dalla scuola di croupier apprende più che il mestiere, la dimistichezza e la conoscenza delle probabilità relative a tutti i giochi, ha inizio ai piccoli tavoli 4-8.
I risultati cominciano ben presto ad arrivare, nonostante vi si dedichi solo nelle ore libere che il lavoro part-time gli concede. Impara, infatti, che la prima regola per chi intraprende il cammino per diventare un PRO è la certezza, comunque vada al tavolo, di avere uno stipendio a fine mese aiuta a giocare bene e a mantenere la calma.
Max comincia a realizzare i primi guadagni e a vedere lentamente concretizzarsi il proprio sogno: il lavoro “vero” diviene sempre più sporadico e nel 1999 Max Pescatori è ufficialmente un professionista del poker.
Da tre anni da quella data, presso la poker room del Bellagio, Max effettua il secondo incontro di importanza fondamentale per la sua carriera. Anche questa volta si tratterà di un connazionale (è proprio vero che gli italiani sono ovunque) anzi più precisamente della moglie del connazionale Marco Traniello; si tratta di Jennifer Harman, ossia colei che è diventata la pokerista donna più forte al mondo e che già a quell’epoca giocava per cifre esorbitanti. In virtù di questa amicizia, Max Pescatori avrà l’onore di vederla all’opera. Jennifer infatti lo invita a sedere dietro di lei nei tavoli del Bellagio, nei quali all’epoca giocava con bui di 4,000-8.000$ mentre Max non sapeva cosa significasse giocare oltre i 160$ di Big Blind.
Impara in così i segreti del gioco, soffermandosi anche in questo caso soprattutto sul lato psicologico, vedendosi allargare i propri orizzonti. Saranno infatti sufficienti sei mesi di apprendistato, affinchè Max Pescatori fosse in grado di dominare la partita giornaliera 80-160 al Bellagio.
Max Pescatori raggiunge l’apice della carriera nel 2006, vincendo il braccialetto d’oro del WSOP e portando a casa 682.389 dollari. Ripeterà l’impresa nel 2008 nell’evento di Pot-Limit Holdem/Omaha con buy-in di 2.500$, mentre nel 2007 Max vince il Main Event 1.000€ + 100€ di buy-in della prima tappa del Campionato Italiano di Sanremo, riuscendo ad eliminare 355 giocatori iscritti e portando a casa, dopo due giorni di gioco, un gettone di oltre 100mila euro. Category : pro del Poker